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  studentiletterearezzo [ Il blog dei rappresentanti degli studenti della facoltà di lettere e filosofia di Arezzo ]
 
 
         
 


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7 marzo 2007


 

Sinistra Universitaria

Coordinamento studentesco aretino

 

Da Lunedì 12 marzo 2007 tutti i giorni

dalle 13,00 alle 14,00

i rappresentanti degli studenti riceveranno i propri colleghi per qualsiasi tipo di problema.

Vieni a trovarci nel “nostro ufficio”

Al secondo piano della “palazzina uomini” (uscendo dall’ascensore la penultima porta a destra).

C’è bisogno anche di te…!!!!!

 

Questi siamo noi:

 

Enrico Bernardoni (Consiglio di Facoltà – Consiglio Studentesco)

Valentina D’Angelo (Consiglio di Facoltà – Comitato della didattica Storia dell’arte)

Francesco Agostini (Consiglio di Facoltà – Consiglio studentesco – Comitato della didattica Filosofia storia e comunicazione)

Ambra Cialli (Consiglio di Facoltà – Comitato della didattica Beni Culturali)

Gian Francesco Garbi (Consiglio di Facoltà)

William Bernardoni (Consiglio di Facoltà)

Nicola Brandi (Consiglio di Facoltà – Comitato della didattica Filosofia storia e comunicazione)

Laura Capaldini (Consiglio di Facoltà – Comitato della didattica Musica e spettacolo)

Lorenzo Lachi (Consiglio di Facoltà)

Martino Campagnoli (Consiglio di Facoltà)

Antonio Marchi (Consiglio di Facoltà)
Cesaretti Daniele (Consiglio di Facoltà)

Paolo Bucci (Comitato della didattica Musica e spettacolo)

Valeria Guarino (Comitato della didattica Musica e spettacolo)

Elisa Patrizia Sanacore (Comitato della didattica Filosofia storia e comunicazione)

Annalisa Biagianti (Comitato della didattica Filosofia storia e comunicazione)

Andrea Manservigi (Comitato della didattica Filosofia storia e comunicazione)

Silvia Bianchi (Comitato della didattica Filosofia storia e comunicazione)

Federica Bulletti (Comitato della didattica di Scienze dell’educazione e della formazione)

Giulia Lucani (Comitato della didattica di Scienze dell’educazione e della formazione)

Tiziana Ciamberlini (Comitato della didattica Letteratura e spettacolo)

Sara Paoloni (Comitato della didattica Storia dell’arte)




permalink | inviato da il 7/3/2007 alle 9:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


3 marzo 2007

Questionario studenti

L'affitto è come una corda al collo
Caro affitti: dalle stelle dei prezzi, alle stalle degli sfratti

La realtà italiana delle famiglie "senza patrimonio" che non ce la fanno a pagarsi una casa. E con il tempo la situazione non migliorerà

Il caro-affitto, dal 1999 un aumento del 112%

Un fenomeno generale che ha avuto le punte più alte nelle grandi città e in particolare nel centro Italia (per gli alti valori di Roma e Firenze), dove i canoni di mercato hanno continuato a salire


Sono 4 milioni e 180 mila le famiglie che vivono attualmente in affitto in Italia, pari al 18,7% delle famiglie (erano il 20,3% nel 2004). Sono una minoranza rispetto ai proprietari di case e non hanno vita facile, soprattutto nelle grandi città: se si considera l’andamento dei valori negli anni successivi alla riforma degli affitti, quindi nel periodo 1999-2006, si è registrato un incremento del 112%. È quanto emerge da un’indagine Censis-Sunia-Cgil sulle famiglie in locazione.

Un fenomeno generale che ha avuto le punte più alte nelle grandi città e in particolare nel centro Italia (per gli alti valori di Roma e Firenze), dove i canoni di mercato hanno continuato a salire in misura più rilevante anche negli ultimi quattro anni determinando un incremento complessivo del 128% nello stesso periodo.

I prezzi di mercato in alcune grandi città italiane del centro nord risultano in linea o addirittura superiori a quelli di alcune città europee. Si paga in media 1.600,00 euro al mese per 100 mq nel centro di Roma e Milano, 2.200,00 euro a Parigi, 4.000,00 euro a Londra, e solo 900.00 euro a Berlino.

Gli affitti in Italia sono saliti, tra il 2002 ed il 2003, del 17% ad un passo molto più veloce dell'inflazione. L'allarme caro-locazioni arriva da un'indagine del Sunia-Cgil, secondo la quale l'affitto medio italiano ammonta a 1.025,76 euro, con punte a Venezia - che con 1.503 euro guadagna il primato dal caro-pigione italiano - Milano (1.311 euro) e Roma (1.257).

Se cercate un appartamento in affitto di 80 mq e potete scegliere dove, fatevi i conti in tasca e decidete, ma sappiate che se lo prendete al centro di Milano vi costerà 2 mila euro al mese, in una zona media di Roma invece 1750 euro. Se vi sembra troppo, l’unica soluzione è la periferia di Bari. Al sud l’affitto è in media di 502 euro mensili. Dalla testa alla punta dello stivale i canoni cambiano, più o meno costante è invece la crisi finanziaria di oltre 3 milioni e mezzo di famiglie che per pagare il famigerato affitto spendono più della metà dello stipendio. Uno scenario preoccupante disegnato da Sunia, Sicet e Uniat-Uil, le sigle sindacali del settore abitativo che oggi hanno manifestato le loro preoccupazioni nel corso della conferenza nazionale sulla casa organizzato dal Ministero delle Infrastrutture. Secondo uno studio condotto dai sindacati, per un appartamento nel centro di Roma, una famiglia con un reddito annuo di 30 mila euro brucierà il 70% delle entrate. Matematico dunque il raddoppio delle spese per chi ha un reddito di 15 mila euro: di questo il 140% viene assorbito dalla casa. Nella classifica delle citta’ con gli affitti più cari stilata dai sindacati degli inquilini, in testa c’è Milano seguita da Roma Venezia Bologna e Napoli. Fanalino di coda è Bari. I dati del Sunia si incrociano con quelli sugli sfratti. Nel 70% dei casi infatti, a provocarli è la morosita’ dell’inquilino. E a proposito di sfratti. A Roma ne è colpita una famiglia su 60 e come se non bastasse sono in aumento le locazioni d’affitto irregolari.

A pag. 51 dell’ultimo Rapporto Censis (dicembre 2005), un capitoletto intitolato "Il disagio dei senza-patrimonio" ci dà conto dell’amara realtà. «C’è una fetta di italiani che è rimasta fuori dal giro dei proprietari di casa e che vive in abitazioni in affitto». E a questa fetta - diciamo tra il il 15 e il 18 per cento della popolazione - mal gliene incoglie. Peggio per loro, visto che non stanno nel giro dell’82 per cento delle famiglie che una casa ce l’hanno di proprietà.

Affitto dunque come corda al collo.

Sempre il Censis illustra la urticante pelle di zigrino che ci tocca, a noi popolo inquilino. «Da anni si assiste ad un progressivo restringimento delle abitazioni in offerta e ad un incremento dei prezzi che non ha eguali in altri paesi europei». La Tenaglia.

E piove sul bagnato. Una buona fetta della fetta dei senza-patrimonio, cioè degli sventurati -senza-casa-di proprietà, infatti, cade nella fascia dei redditi medi, medio-bassi o bassi del tutto. Insomma, la compagnia di giro di quelli che guadagnano meno, sono vicini alla soglia della povertà o che addirittura l’hanno ormai attraversata, quella temibile soglia. Una compagnia di giro che - sempre dati Censis sott’occhio - riguarda, uno più uno meno, dai 10 agli 11 milioni di italiani.

Mica tutti barboni, nemmeno tutti proletari o cronici disoccupati meridionali. No. Colpa dell’euro così esosamente introdotto, dentro alle grinfie dell’indigenza, o, se non proprio dentro, assai vicino, sono caduti, infatti, nel giro degli ultimi tre-quattro anni, anche almeno 600 mila famiglie del cosidetto ceto medio, impiegatizio e urbano.

Il vasto mondo dell’affitto-tagliola ha queste fattezze: quasi la metà dichiara un reddito medio o medio-basso; e, in tale universo a scartamento già ridotto, l’incidenza della pigione vale dal 35 al 40 per cento dell’intero reddito. Fuori misura, quasi il doppio di quello che viene generalmente considerato un "canone sostenibile" (intorno al 20 per cento del reddito mensile).

Affitto impagabile. Nel vero senso del termine: sono tante infatti le famiglie che non ce la fanno a pagarlo. E che vengono "sbattute fuori". La chiamano "zona grigia", è la fascia delle famiglie che non ce la fanno a pagarsi la pigione. Ma in realtà è un buco nero, soprattutto nei grandi centri urbani. Negli ultimi 5 anni, si dà il caso, gli sfratti sono aumentati dell’11 per cento e quelli per morosità del 21. Questo oggi. Ma nel 2007, cioè l’anno prossimo, di questo passo l’incidenza dell’affitto tra le famiglie con un reddito annuo inferiore ai 10 mila euro finirà per sfiorare il 60 per cento; e il 40 per chi guadagna tra i 10 e i 20 mila euro. Karakiri. Un suicidio sociale. Anche una "bomba" sociale.

"Gli anziani senza amore muoiono", è il titolo di una toccante mostra allestita qualche mese fa a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio. Ma anche "senza casa" gli anziani muoiono. I dati degli sfratti li riguardano molto da vicino. Sempre della stessa S. Egidio è un dossier molto significativo: a Roma il 55 per cento delle famiglie sotto sfratto e il 20 di quelle colpite da provvedimenti esecutivi sono composte da anziani. Non più tardi di qualche giorno fa, il Corriere della Sera, pubblicava un eloquente elenco di "prossimamente sfrattati", con nome, cognome ed età. Per esempio, Marisa Lucarini, 80 nni, Ferruccio Molli, 76, Domenica Fiorini, 81, Giovanni Meloni, 80...

Classifica di tipo nuovo: Roma maglia nera, al primo posto per il numero degli sfratti eseguiti, una media di 10 al giorno.

Ma non solo Roma. "Action Milano" denuncia una emergenza-casa anche nell’ex capitale morale: nel corso del solo 2004 hanno avuto luogo oltre 3mila occupazioni spontanee e sono oltre 10 mila i milanesi sotto sfratto. E con tutto ciò, il Comune non sa fare altro che «consegnare 100 alloggi pubblici l’anno, l’1% di quelli che occorrerebbero». A Napoli nello stesso anno gli sfratti sono stati 2.000, la Jervolino ha elargito 3mila euro una tantum a ciascuna famiglia buttata fuori, «una elemosina, se si tiene presente che per 75 mq in periferia - Scampia, Secondigliano - si pagano 850 euro al mese». Tanto per dare un’idea, in Italia sono 150 mila le famiglie sotto sfratto, 600 mila quelle in lista di attesa per un alloggio popolare (leggi affitto sostenibile). Ma è un miraggio anche questo. I 250 milioni che lo Stato stanzia sotto il nome "emergenza abitativa" non sono altro che un pannicello caldo, solo una finta (per nulla decente): se solo si pensa che servirebbero subito almeno 2 milioni di alloggi così chiamati di Edilizia Residenziale Pubblica (leggi sempre ad affitto sostenibile).

In buona compagnia: l’Italia non è l’unico Paese della Ue a soffrire del mal di casa. Secondo il Cechodhas (Comitato europeo di coordinamento delle abitazioni sociali) nella felix Europa 2005 vivono tre milioni di "senza casa", 15 milioni in abitazioni precarie, centinaia di migliaia di sfrattati. Sotto il segno del mal comune: prezzi alle stelle e redditi down.

"Voglio avere una casa per andare in giro per il mondo", recitava lo striscione in uno dei tanti e combattivi cortei che sull’emergenza-abitazione hanno battuto le città italiane. Una casa, quasi una mission impossibile (dati i costi) per parecchi milioni di noi. Eppure le case ci sono. Sfitte. "Gente senza casa, case senza gente", gridava un altro slogan. Un altro male che condividiamo con l’Europa, ma che in Italia è particolarmente sviluppato. Sempre secondo il Cechodhas, il record delle case sfitte è appunto tutto italiano, con il 24 per cento sul totale dei 26 milioni e mezzo di appartamenti che costituiscono il nostro universo abitativo (il 19 per cento al Nord, il 20 Centro, il 34 al Sud). Dati pesanti. Nel suo ultimo censimento (2001), l’Istat contava quasi sei milioni di case sfitte (Roma 270 mila unità, Palermo e Torino circa 160 mila, Milano 130 mila, Napoli, Bri, Genova, circa 100 mila, ecc.). Sei milioni, dopo tutto, vogliono ben dire un quarto del nostro patrimonio abitativo esistente. Un "contenitore" di tutto rispetto e, parrebbe, abnorme.

«Non tutto lo "sfitto" è in realtà tale», dice Massimo Pasquini, segretario dell’Unione Inqullni di Roma - Gran parte è "coperto" da tre voci consistenti: immigrazione, studentato, turismo». Per dire, redditizi B&B, stanze per gli immigrati a prezzi da strozzino, letti per gli universitari a peso d’oro. «Veramente sfitte, per esempio a Roma, non ci sono più di 50 mila abitazioni». Insomma, più che di "sfitto", trattasi di sommerso. di case in nero. Un patrimonio prezioso (per chi lo detiene), fonte di altissima e sicurissima rendita (visto il costo degli affitti e degli immobili), nonché ottimo ingrediente per mantenere alte, sempre più alte, sia la domanda che l’offerta in materia di edlizia abitativa.

Abitazioni Impossibili da acquistare e Affitti d’Usura. Si dice emergenza casa.

 

Per Sinistra Universitaria

IL Coordinatore

Agostini Francesco
I




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22 marzo 2006


 

 

 

Università degli studi di Siena

Facoltà di lettere e filosofia di Arezzo

Rappresentanti degli studenti

 

 

 

Come rappresentanti studenteschi della facoltà di lettere e filosofia di Arezzo esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi universitari francesi in merito alla protesta partita dalla Sorbona di Parigi contro la devastante riforma del lavoro giovanile varata dal governo Villepin. Ci sembra indispensabile sottolineare la legittimità di tale protesta perché riteniamo centrale il processo di integrazione della realtà giovanile all’interno del mondo del lavoro, ma questo processo deve essere condotto attraverso dinamiche che tutelino comunque la dignità del giovane lavoratore, soprattutto in una situazione quale quella francese che fino a poche settimane fa ha visto esplodere il disagio delle giovani generazioni delle banlieu . Parimenti teniamo ad esprimere il nostro dissenso per l’utilizzo di metodi violenti in qualunque situazione di protesta, sicuri di una possibile risoluzione pacifica per qualsiasi momento di crisi.

www.studentiletterearezzo.ilcannocchiale.it

rapuniar@libero.it

 

 

I rappresentanti studenteschi in Consiglio di facoltà.




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7 febbraio 2006


Segreteria studenti

Orario

Giorni

Orari

Note

Lunedì - Mercoledì

9,00 – 13,00

 

Martedì - Giovedì

14,45 – 17,00

 

Venerdì

  Prenotazione  on-line

 

 Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario 

Orario informazioni e servizi 

Giorni

Orari

Note

Lunedì – Mercoledì - Venerdì

10,00 – 13,00

 

Martedì - Giovedì

15,00 – 18,00

 

 Orario distribuzione buoni mensa 

Giorni

Orari

Note

Martedì

15,00 – 17,00

 

Mercoledì-Venerdì

10,00 – 12,45

 

 




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24 gennaio 2006


27 gennaio 2006

Anche se siamo in un momento di sospensione della didattica, ci sembra più che opportuno richiamare l’attenzione su questa giornata, in cui 61 anni fa l’Armata Rossa abbattè i cancelli del campo di sterminio nazista di Auschwitz, ma non solo.  Si tratta di ricordare tutte le vittime di quel folle progetto di sterminio che fu la persecuzione razziale, che portò alla morte di milioni di uomini, donne, vecchi e bambini, una persecuzione vissuta anche nel nostro territorio (Civitella della Chiana, Sant’Anna di Stazzema, Meleto V.no, Castelnuovo dei Sabbioni, San Pancrazio, San Polo etc.), per la rea connivenza dei fascisti italiani.

Per non fomentare con ulteriore silenzio questa terribile politica dell’oblio, così diffusa oggi giorno, anche noi studenti della facoltà di lettere e filosofia di Arezzo abbiamo deciso di ricordare perché “ è accaduto, quindi può accadere di nuovo”  (P. Levi).

SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Primo Levi




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20 gennaio 2006


Colleghe e colleghi,

volevamo riflettere con voi qualche minuto su quella che è la situazione della realtà universitaria italiana in questo periodo, soprattutto dopo questi ultimi giorni. I tafferugli avvenuti in occasione della manifestazione del 25 ottobre a Roma, sulle cui responsabilità non crediamo opportuno esprimere pareri in questa sede, sono solo l’ultimo atto di una tragedia che ormai ci ha fatto versare fin troppe lacrime. È la tragedia dello smantellamento pezzo per pezzo di quell’università pubblica che fino a non molto tempo fa costituiva un vanto per il nostro Paese. Da troppo tempo infatti certe creature mostruose con nomi surreali e fantascientifici, ad esempio “Y” oppure “1+2+2”, o più di recente “laurea magistrale”  e “professore straordinario”, assillano e sbriciolano l’intero sistema universitario. Sono le creature partorite da un governo incapace di fare il bene di un Paese e da una ministra che, occupata continuamente a raccontarci favole come la più amorevole delle mamme, non si accorge della situazione reale che va costituendosi. La verità è che la dimensione pubblica dell’università italiana va sempre più restringendosi, sotto i colpi di quel principio economico-elitario che ormai chi ci governa cerca di estendere in ogni ambito della nostra vita civile e politica. La verità è che i continui tagli ai finanziamenti per gli atenei e soprattutto per le attività di ricerca porteranno rapidamente l’Italia intera fuori da quella ristretta cerchia di Paesi cosiddetti “sviluppati”. La verità è che il futuro si prospetta tetro per chi come noi, uscendo da una facoltà umanistica, dovrà considerare necessariamente anche la possibilità di rimanere all’interno del mondo universitario, se davanti agli occhi ora abbiamo esempi così poco incoraggianti (dottorandi sottopagati, precariato selvaggio tra gli stessi docenti, professori costretti a prestare servizio a titolo gratuito…). Tutta l’Italia delle università si è mossa per sbattere questa realtà in faccia alla ministra mammina e ai suoi amici, gridando risolutamente il proprio dissenso. La risposta è stata… anzi, non c’è stata. Una sordità antidemocratica che chiarisce ulteriormente, se mai ce ne fosse bisogno, l’orientamento complessivo di chi attualmente ci governa. L’Italia intera si è mossa e non è stata ascoltata.

La nostra realtà è particolare. L’università aretina non ha materialmente i numeri per pensare a forme di protesta realistiche e proficue, non godiamo di una particolare visibilità, siamo forse un’isola felice in questo mare in tempesta, anche se spesso ci becchiamo dei brutti acquazzoni. Quello però che speriamo di ottenere è almeno di diffondere in questo nostro piccolo mondo proprio quelle verità che ci sono tenute nascoste, di rendere consapevoli anche gli universitari aretini di una situazione tanto grave, insomma di mobilitare le vostre coscienze di liberi studenti per la difesa della vostra e nostra condizione.

 Grazie per la partecipazione e buon proseguimento.


Documento letto il 27/10/2005 al parco del pionta




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18 gennaio 2006

Benvenuti

Benvenuti a tutti,
siamo i Rappresentanti degli studenti nel Consilgio di Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo.
Abbiamo deciso di istituire questo spazio interattivo con l'intenzione di rendere visibili, a tutti gli universitari aretini, le tematiche universitarie locali e nazionali.
Cercheremo, per quanto possibile, di aggiornare costantemente questo Blog di modo che ognuno di voi possa essere sempre al corrente dei nostri impegni e delle nostre inizaitive.
Ognuno di voi è libero di proporre nuove iniziative, di aggiungere commenti e critiche al nostro lavoro e di utilizzare questo spazio come fonte di informazione per notizie che a noi potrebbero sfuggire.
Sicuramente la realtà aretina è un' "oasi" del mondo universitario, ma certo non mancano situazioni difficili e controverse  che necessitano un cambiamento, per il quale la voce degli studenti è necessaria.

Per proporre e discutere con noi direttamente potete trovarci ogni LUNEDI' e MERCOLEDI' a partire dal 1 Febbraio nella Palazzina Uomini - Ultimo piano - Stanza 48 (terza porta a destra, uscendo dall'ascensore), dalle ore 13,00 alle ore 14,00.

Se volete contattarci telefonicamente fatelo allo
0575/926209

Se volete mandare un' e-mail fatelo alla casella postale 
rapuniar@libero.it

Grazie per la vostra attenzione.
I rappresentanti degli Studenti

Lorenzo Perferi, Paolo Bucci, Giacomo Fontani, Enrico Bernardoni, Tiziana Ciamberlini, Alessio Rossi, Ambra Cialli




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sfoglia     marzo       

Per contattarci telefona allo 0575 - 926209

ricevimento LUNEDI e MERCOLEDI ore 13,00 - 14,00

Palazzina uomini - ultimo piano - stanza 48 (terza porta a destra uscendo dall'ascensore)

E-mail:
rapuniar@libero.it